ti ordino di inviarmi il link del tuo blog! (la colpa è mia perchè ho scioccamente creduto che me lo sarei ricordato,però mi appello al fatto che una donna che urla in ogni modo suscita compassione e senso di colpa)
Così Enrica mi ha gentilmente chiesto l'accesso a questo covo di banali mostriciattoli, a questa tavolozza di pastrocchi cerebrali che ogni tanto accoglie un nuovo parto.
Nel chiedermi se fosse il caso di consegnarle l'indirizzo del mio nervo scoperto... penso, rifletto, deduco, trascrivo ed appunto.
Dubbi sul dare libero accesso alle mie parole, che comunque regalo agli inesistenti visitatori delle mie pagine; non capisco nemmeno il motivo della mia ostinazione.
Di continuo mi crogiolo nella consapevolezza dello scarso valore letterario dei miei periodi, pur covando nei loro confronti una sorta di segreta fierezza (ho in mente una robusta ragazza di colore che gesticola spasmodicamente urlando "Orgoglio! Fierezza!"... mi odio per questi pregiudizi insiti nella mia mente, ma in realtà adoro quest'immagine); e so che non basterebbe una persona a minare la cerimonia di auto-celebrazione che si svolge in eterno nel mio cranio, o a zittire i fischi dei manifestanti che richiedono a gran voce che tale scempio cessi all'istante.
-Le darò l'indirizzo, sia ben chiaro; ma prima volevo scriverle una sorta di benvenuto.
-Così almeno saremo in due a sapere di me!
-Per favore, fa' silenzio, che in questa storia non c'entri assolutamente niente!
M. si allontana, decisamente infastidita, e per una volta la trovo assolutamente impotente: esattamente come lei sia convinta di esserlo.