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It's hard to dance with a Devil on your back, so...

Immagine di Kyendo
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Dei pensieri ispirati da Hesse.

Seduto sulla poltrona a sacco color arancio ed immerso, ora più ora meno, nella lettura di Siddharta, che reggo con la mano destra mentre la sua gemella sinistra pesca alla cieca spicchi di finocchio rinfrescante dalla ciotola poggiata sulla sedia, all'improvviso spingo lo sguardo all'esterno: l'occhio abbraccia le familiari sagome delle case di vicini noti e sconosciuti, i muretti in pietra e le stradicciole in cemento bianco brillare della luce riflessa del sole; per l'aria pungente una brezza leggera ed insistente culla le cime dei cipressi, e scroscia l'edera sulla parete esterna del palazzo più vicino alla mia casa, dalla parte del mare.

Il pensiero risale all'indietro, e quasi contemporaneamente procede in avanti, sempre ed inevitabilmente ben saldo nel presente, come la luce che si propaga lungo una stessa direzione ma in versi opposti da un'unica sorgente.
Muta il paesaggio, mutano i luoghi, muta il mondo: non ovunque con la stessa rapidità, ma spesso più lentamente di quanto non mutiamo noi stessi, e le nostre impressioni. Centinaia di uomini sono morti ed altri moriranno qui dove io mi sono fermato a riflettere; altrettanti sono nati o lo faranno.
Tutto si rinnova, nulla cambia.
Rivolgo la mente ed il sorriso a chi è passato e a chi deve ancora venire. Tengo vivo con la mente il ricordo di perfetti sconosciuti: chi ha detto che si possa ricordare solo ciò che ci è stato noto?

Qualcuno un giorno sarà al mio posto, altri lo hanno già fatto. Non le grandi imprese rendono gli uomini immortali, ma la capacità, spesso sottovalutata, di provare empatia gli uni per gli altri, e per ogni cosa che esiste.
All'improvviso, un sabato mattina, ho smesso per un istante di temere di non riuscire nell'impresa umana, di segnare che tra mille, anche io sono qui, oggi.
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Della creazione di universi alternativi

"Se"...

ed ecco un nuovo mondo, prima o dopo, magari entrambi contemporaneamente, oppure mai; in una dimensione priva di spazio e, sopratutto di tempo, infiniti universi senza confini ordinati su scaffali eterei contengono la risposta ad ogni bivio ipotetico che l'uomo si sia mai posto, persino prima della posizione del dubbio stesso.

Due lettere, ed immagino una nuova oscillazione di questo mondo che oscilla tra un Big Bang ed un Big Crunch.
Chissà se...
... se ogni volta l'universo si ricrea perfettamente identico a sé stesso.
... se ogni volta una microscopica variazione crea esistenze completamente differenti.
... se in realtà non siamo il microscopico di qualche macroscopico, o viceversa; o entrambi.

Chissà se non siamo anime in attesa di reincarnarci, o se tutto ciò che ci aspetta il nulla.
Magari le possibilità coesistono davvero: e nel momento in cui provo ad immaginarlo, ho creato un nuovo universo, e sono il dio di miliardi di mondi, idea a mia volta di qualche altro fannullone rimuginante.

Chissà se avrò mai le risposte che cerco, e se da qualche parte esse mi appartengono già.
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Degli scivoli sonori

Onde di parole, provenienti dalle sorgenti oltre i confini del cosmo, attraversano uno o più universi individuali, talvolta il vuoto, finché infrangendosi l'una con l'altra, crescono in potenza, o si annichiliscono -può capitare- a vicenda: ed è dialogo.
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Di ciò che governa il mondo.

Caos e determinismo sono due facce della stessa medaglia, e non soltanto coesistono, ma sono l' uno parte determinante dell' altro: coincidono, entro opportune ipotesi (ma probabilmente anche fuori di esse).

Soffermandomi a ragionare sul mondo così come lo conosciamo quotidianamente, a velocità decisamente inferiori a quelle della luce e ad energie senza pretese di onnipotenza, ho avuto un'improvvisa illuminazione: le infinite relazioni causa-effetto scatenate da ognuna delle incalcolabili azioni compiute dagli innumerevoli esseri presenti sulla terra (poco importa se con coscienza o meno), si sovrappongono al punto che il pensiero di determinare la causa scatenante di un evento mi sembra ridicolo quanto quello di determinare esattamente la provenienza di una goccia d' acqua nell'oceano.
Quando il determinismo ha a che fare con l' infinito numerabile, ecco che si genera il caos.
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Unknown
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Premettendo

Mi scuso per eventuali errori di battitura, distrazione, ignoranza.
Sono abbastanza puntiglioso, ma scrivendo di getto, capita che mi sfuggano diversi strafalcioni.
Quando (se) rileggo inorridisco per tutti quelli che incontrano il mio occhio; mi sembrano sassi spigolosi su quello che mi piacerebbe che fosse un sentiero erboso da percorrere a piedi nudi.

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